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    February 15

    ciao in tutte le lingue del mondo

     
     
    Questo spazio stasera chiude!
    (ma qualcuno verrà ricontattato, perché c'è ancora un filo - mentre chi è maligno è bene lasciarlo nel suo felice soddisfatto mondo, ché nel mio intimo non c'è spazio)
    Ciao! Grazie del viaggio.
     
     
     
     
     
     
    February 14

    foto-click (3)

     

    and I love you a little less than before *

     

    in questa precarietà del cambiamento, del fare mentre attendo, del tenere ordine in una scatola immobile e polverosa che si muove improvvisa e scambia la disposizione di tutte le cose da un momento all’altro, in questa irritabilità generale che mi massaggia, mi scopro a mettere punti fermi cominciando da chi mi piace, mi scopro esigente con le persone, e perplessa per questo.

    io, che attingo da ognuno, che vedo nelle differenze e nella varietà altrui la ricchezza mia, mi scopro esigente. esigente perché, se continuo ad attingere e scambiare, e ad amare, e ringraziare ché dal confronto costruisco pezzetti di me, mi scopro che vorrei fortissimamente poter toccare persone con cui condividere qualcosa sul serio, abbandonare per un attimo l’apertura dei confini spaziosi, e immergermi nel profondo cunicolo di una passione comune, ché mi sento così a lato, così un po’ diversa, per quando piango e resto sospesa guardando Il pianista, e la musica di Chopin che ci scopro dentro, e le scene di Polanski così fantasticamente reali sulla Varsavia e le valigie disseminate degli ebrei; o quando guidi ed ecco all’alba un'enorme luna color latte nel cielo azzurrino, giusto sopra quella cappella sulla collina angolata da cipressi bambini.  

    io divento esigente, e forse è passeggero, è momentaneo, e forse è pure ovvio che le persone cerchino altre persone con cui stanno bene – ma il punto è che sono sempre stata bene in mezzo alla diversità, ma ora ho bisogno piuttosto di stare da sola, di non sprecar fiato, di ascoltare sempre sì, ma senza troppo dire, cercando per quello che sento premere dentro e che vuol essere alimentato, e spero che un giorno troverò persone, o canali, per costruirci qualcosa, anche solo attimi, ma che siano emozionanti.  

    Mi sento un guscio vuoto di conchiglia in riva a niente.

     

     

    * (James Morrison & Nelly Furtado – broken strings)

     

     

     

     

    February 10

    uomini veri

     
    " «Quando tornò dall'ultima visita al suo amico in coma, mi disse che non avrebbe mai voluto rimanere in quello stato. E mi fece promettere che se fosse successo mai avrei dovuto mostrarla in quelle condizioni». La promessa a una figlia vale più di ogni cosa, di ogni ingiuria, insulto, di qualunque «Beppino boia» sentito gridare in diretta al telegiornale " ( * )
     
     
     
    " un padre eroico ha guardato in faccia ora per ora e minuto per minuto la morte della propria figlia diciottenne. Talmente eroico da non volere far circolare la foto di Eluana quale era oggi, e non la diciottenne abbronzata che i giornali continuavano a mostrare. Oggi che doveva essere ridotta a un mucchietto di ossa su cui incombeva un coma infinito e irreversibile. 17 anni è durata non l’agonia di Eluana,  bensì quella del padre. Già alcuni anni fa aveva scritto all’allora capo del governo, Silvio Berlusconi, e quello non aveva risposto. E comunque la magistratura gli aveva dato ragione in modo completo e definitivo. Che lui potesse disporre della sorte della figlia adorata; che fosse venuto il tempo della morte, un tempo che è sacro quanto quello della vita. Innanzi a una tale tragedia, una tragedia di cui non trovo le parole a connotarla adeguatamente, il silenzio sarebbe stato un dovere di noi tutti.

    E invece è successo il finimondo di urla e sguaiataggini e insulti in Senato e addirittura un conflitto istituzionale che poteva e può essere letale per il volto della nostra democrazia( * )

     

    February 07

    foto-click (2)


    sarà che avete pure il Vicolo dell'amore (ah)
    e vedi gli uccelli bianchi quando volano lucenti in gruppo contro le nubi nere, vedi che colore che fanno

    e quegli idioti che non si fanno i cazzi loro, s'intromettono in questioni così delicate che non ci puoi mica stampare affermazioni con il punto - loro che non fanno MAI leggi quando ce ne vogliono, corrono a farla "contro l'eutanasia" - questa Italia cattolica, profondamente, nonostante tutto, cattolica - che dice che lo fanno per la vita, ma il loro fiato mentre parlano sa sempre così di morte.

    venerdì sera a colorare piccole tazze con pennelli e tubetti, come lo dicevamo

    una settimana di "andate e ritorni violenti, o troppo accesi, o troppo spenti"
    (ho sonno).




     
     
     





    February 03

    sorpresa del lunedì (1)

     
     
    dalla radio spicca improvvisa la voce del grande Dave Grohl, e mica per caso, sembra, perché  passa proprio questa canzone che amo, e mi commuovo perché forse in tutta la vita capita una volta sola che venga messa sù in una stazione radio, e accade mentre strusci nella circonvallazione, tra spazi estesi di campi e niente, tra rovi abbandonanti sotto cieli grigi, in questo continuo momento in cui non funziono, e non funzionano un bel po' di cose; ecco che la prima sorpresa della giornata è lui, come a volerti far pensare  - (in acustico lo passano, poi). 
     
    (...)
    I am a new day rising
    I'm a brand new sky
    to hang the stars upon tonight
    I am a little divided
    Do I stay or run away
    and leave it all behind?

    It's times like these
    you learn to live again
    It's times like these
    you give and give again
    It's times like these
    you learn to love again
    It's times like these
    time and time again
    (...)
     
     
     
      
     
     
     
    February 01

    Prendi nota, Elena

     
     
    Nota - segnarsi bene che nella depressione e tristezza e irritabilità, certi pensieri vanno messi meccanicamente da parte, guardati sì, ma presi con le punta delle dita e riposti da parte, per considerarli dopo in tempi di maggiore normalità  - questo ti hanno insegnato.
    Perché altrimenti si potrebbe avere una visione un po' troppo distorta, in questo periodo - questo ti hanno insegnato.
    E lo farò - perché adesso, altrimenti, avrei voglia di mandare a fanculo una serie (contenuta) di persone che credevo migliori, credevo ci fosse qualcosa di non superficiale tra noi.
    Non contare troppo sulle persone, anche quelle che chiami amicizie, a volte si vuole troppo, si crede troppo, si pretende troppo - questo mi hanno insegnato, ed è vero.
    Pensare.
     
     
     
    January 31

    foto-click

     
    pane morbido di farina integrale e cereali, e sesamo, buonissimo;
    un semicerchio di cipressi lungo la strada verso Marco;
    una mamma china sopra una carrozzina arancione, che parla, a lungo, con il suo bebé;
    il diario di Hélène Berr, nella parigi del '42 - lei va a ritirare coraggiosa un autografo da Paul Valéry - i tre anni prima della
    sua deportazione;
    risate;
    camminate; 
    angosce angosce angosce -  
     
     
    (beh, made by cell)
     
     
     
     
    January 25

    o' cinema (2)

     

    Lei l'ha detto subito: "la vita è bella"; mi può dire perché?

     

    Mah, la vita è bella perché è una frase così fragile, per questo mi piaceva, la fragilità di questa frase e la semplicità che abbiamo perso, un po' come diceva Zavattini, un paese dove buongiorno vuol dire veramente buon giorno, e la vita è bella per noi ora è una frase fatta, è come se io dico ad una donna  - i tuoi occhi sono come le stelle - ora sì, ma il primo che l'ha detto era il più grande poeta di tutti i tempi. Ecco, come tornare alle origini di questa straordinaria semplicità, niente di più semplice e di così più incisivo chiarisce  il film, che è proprio il diritto, il dovere e il diritto, di dire che la vita è bella fino all'ultimo passo della nostra esistenza. Ecco, questo.

    (Roberto Benigni, intervista)

     

     

     

    (ci siamo voltati, dopo secondi di titoli di coda, o forse minuti, e ci siamo guardati entrambi con gli occhi di cipolla e lacrime e commozione :) - e anche per questo mi piaci, perché sai che vuol dire)

     

     

    La meraviglia di questo film, che abbiamo fortemente voluto ri-guardare dopo tanto che ce lo dicevamo, e scoprire che tra poco sarà un giorno formale come un altro per ricordare quegli anni fuori di senno e umanità, di vomito e disperazione a pensarci bene ; e la storia d'amore, che quando mi passò davanti agli occhi al cinema forse non mi passò bene in testa, perché ero piccola, e mi inquietai per la seconda parte del film, senza cogliere granché dalla prima  - invece stavolta poesia, poesia che scende a petali, come il fiocco di neve sulle tigri che ci piaceranno tanto qualche tempo dopo.

     

     

     

    **

     

     

     

     

     

     

     

     

    Milk, viaggiamo kilometri per cercarlo. Volevano espellere i gay dall'insegnamento nelle scuole, scoprire di nuovo un film dove la somiglianza con le leggi razziali si fa palese. Poi l'emendamento non passò, però leggo che in California, oggi, annullano la legge per consentire il matrimonio tra gay, e la Corte Costituzionale si deve pronunciare in merito. Da un film sui diritti civili non mi sarei aspettata troppe scene di gratuito sesso, però non capisco se è un voluto rimando ad un periodo anche un po' di facilità e hippy. A parte questo, grande Sean Penn, grande recitazione - e occhi a cipolla di nuovo, quando passano i volti dei veri protagonisti di quella storia. Ha ragione Marco quando dice che per questo è meglio vivere al giorno d'oggi - chiedo perché - mi dice che ne sai come era vivere trenti anni fa lì, magari non avevi i confini spalancati di conoscenza come oggi, e saremmo stati anche noi impauriti e bigotti e asserragliati contro la diversità. Già. La mia rabbia si smonta un po'. Allora grazie babbo e mamma, ok? che sono nati in quella generazione e anche loro non le capiscono le diversità, ma mi hanno dato quel che ora mi consente di poter attingere, capire, confrontarmi con punti di vista.

     

    come si dice - “Ed io? Io speriamo che me la cavo”

     

     

     

     

    p.s. minchia, ma quanto costano i cinema oggi? tutti, credevo fosse solo il multi-sala commerciale della mia zona che salassava i clienti

     

    January 23

    vorrei (1)



    "Questa sei tu, tu e quel sapone buonissimo che hai rubato in albergo e che non usi mai per non consumarlo. Aprilo, butta la plastichina, mettilo nel portasapone. Usalo anche nella doccia, sfiniscilo. Tutto quello che hai tenuto da parte per un momento speciale, usalo o buttalo. Mangia il boccone più buono per primo. Non bere il vino solo perché hai il bicchiere pieno.
    Questa sei tu, e il tempo per fare le cose è adesso: hai imparato a godertele quando le fai e ci hai messo 39 anni, non puoi più essere parca di tempo. Apri i tuoi cassetti. Bandisci il nonsisamai, di molto sai, adesso."
    il solito



    January 22

    o' cinema (1)

     
     
     
     
    Ora capisco perché Amarcord si è fatto un tal nome. E Ciccio Ingrassia, la parte che recita, mio Dio. Lo sapevo che era un grande, glielo si leggeva negli occhi tristi e malinconici dei documentari in cui parlava, o in cui parlavano di lui e dei film chiamati di serie B col mitico compare Franco. Penso di aver voluto Amarcord prima di tutto per osservare lui, in quella prova extra alle sue abitudini. Ho visto poco altro di Fellini, ma di questo poco altro Amarcord batte veramente tutto: opere famose e con attori famosi non gli legano neppure le scarpe - per dirla ruvidamente. Questo lo dico io nelle mie piccole emozioni, ma non sono una intellettuale. Sono una che si emoziona, e s'incuriosisce, niente diplomi.
     
    E poi Sciuscià - fantastico, in modo diverso. Questi ragazzini nel '46. Sciuscià - il nome dato a chi strofinava le scarpe ai signori e ai soldati americani lungo i marciapiedi, con i panchetti di legno e una spazzola. Questa è la fortuna di essere inciampata nella biblioteca comunale di una cittadina piccola ma non troppo, con una lista di film a noleggio tra cui spiccano titoli che fin'ora ero pigra per andarmeli a cercare - però credo che tra poco la cuccagna sia finita Disappointed .
     
    Qualcuno si è imbattuto nei titoli che ancora vorrei cercare? Cosa ha provato?
     
    - Novecento (di Bertolucci) 
     
    - I 400 colpi;  Jules e Jim (Truffaut)
     
    - Era mio padre (curiosa di Paul Newman già anziano)
     
    - Roma città aperta (neorealismo post- bellico, praticamente dentro Roma distrutta)
     
    Per ora basta questi.
    (Pausa terminata!)
     
     
     
    January 11

    provvisorio

     
     
    "Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi da forza, vita?
    Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito, non sapevo. Com’è giusto accettarvi, amarvi.
    (...)
    Ah come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire.
    Ecco tutto ritorna come era prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io. Io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna.
    (...)
    Non so dirti altro Luisa ne a te ne agli altri.
    Accettami così se puoi. E’ l’unico modo per tentare di trovarci."
     
    ( finalmente ho guardato  8 e 1/2 ! ) 
     
     
     
    January 06

    Found on the wonderful world of tumblr

     
     
     here
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Have a happy new (life?) year  
     
     
     
     
    December 30

    Mamma mia ! here i go again


    L'esasperazione che anche questo fine 2008 provo, riguardo mia madre, è stridente e persecutoria e taglia come un macina-tutto in cui finisce il mio stato d'animo, e le mie buone intenzioni che oramai non sopravvivono quasi più.  Il progresso però c'è stato, in questo 2008, riguardo tutto ciò che non è lei, lo so che non è poco, ma in questo momento c'è solo questo che mi svuota e mi toglie le energie, e nessuna persona (tranne una che ora è sulle dolomiti, e uno che è il mio ragazzo) riesce a comprendere la dimensione di ciò, a non sottovalutarla, a non ridimensionarla come si usa fare in genere con le cose degli altri, e con loro stasera ho parlato. Per tirarmi su il morale ho provato, nell'ordine - a sputtanare 10 €  in manicure e brillantini, (di libri e film non se ne parla, il problema infatti è che io non mi alzerei dal letto, e ho dovuto cercare l'espediente per farlo) - a spendere ben 600 € in una bellissima reflex, e credo l'avrei fatto tutto d'un fiato, stasera, importandomi una sega di tutto e tutti, se li avessi avuti 'sti soldi.. - ed ora, dopo la telefonata alle montagne di heidi, ho fatto merenda con bitter rosso e vino bianco, e per quanto odi  dimenticare i problemi e soprattutto odi dimenticare le brutte emozioni - perché anche quelle vanno vissute, affrontate, bisogna attraversarle come il vento di sabbia bianca nel sahara
    *- ho dovuto buttar giù la coppa intera e farmi anastetizzare un po' (però non guido).
    Buona evoluzione a tutti

    * Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendentemente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci,i n quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversalo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. (…) E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’ il tuo sangue, e anche il sangue degli altri. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro che sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
    (Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia)




    November 23

    Magritte

     
     
     
     
    magritte
     
     
     
     
    le iscrizioni sono aperte!
     
     
     
     
    November 22

    Stardust*


    *today you are




    Lo sai che ci si spenge un po’ a fare la stessa strada, a ripetere gli stessi muri, le stesse curve.

    Oggi prendevo boccanera, che non è un tragitto tra le colline, è un ruscello che scorre tra cascate di filari di vigne, cipressi, e prati ondulati, ed è bella anche d’inverno (la versione invernale con gli effetti speciali  - l’aria di dieci gradi pienamente dentro l’auto -  ché ho i vetri così lerci da averli dovuti abbassare, perché il contrasto coi raggi del sole abbagliante e ghiaccio me li rendeva un mosaico beige-panna in verticale, e non ne  vedevo niente..) (oh bah..).

    Mentre guidavo mi arrivavano lampi di luce gialla nelle code degli occhi – erano le foglie ocra degli alberi, che in controluce brillano trasparenti come vetrini colorati appesi ai rami (come scacciapensieri immobili senza vento).

    Prendevo boccanera, e allungavo il camminavo, ma scorciavo il tempo, che volava un po’ di più, e venivo da te a studiare (infatti si vede...).

    Ho il cuore un po’ gonfio. Ci sono viaggi che mi stuzzicano l’anima di continuo, ma siccome non è il momento, mi chiedo se poi arriva il momento, e come fa la gente che prende le ferie e stacca con tutto e va, con organizzazione perfetta o buona.

    (Matera e i suoi sassi che immagino magici, la Puglia – tutta – da girare in auto, Lisbona, la Spagna – tutta , Vienna, la Francia – a regioni intere, gli Usa, e quei paesi che ho in mente dell’America Latina, e poi).

     

    Ho il cuore un po’ gonfio  per questa recessione, la prima che vivo da “adulta” , per me, mio padre e mio fratello, e per  certi amici che non stanno bene.

    il cuore gonfio -  lo schienale della sedia di mia nonna,  la prossima estate in piazzetta chissà sarà vuoto, non mi chiederà che-tempo-fa-e-quando-finisci-gli-esami? e tutti quei discorsi insulsi da cui fuggo,  e che mi mancheranno tanto, solo per quel suo guardarmi tranquilla anche se sono l’unica nipote che le sta di fronte e non va a trovarla mai. vergogna e basta.

     

    Ho il cuore un po’ gonfio per alcune persone, che con la loro infelicità tagliano di squarcio il nostro rapporto, e mi rimangono brandelli, e mi chiedo se basterà il giusto tempo, l’attesa che è eccome amicizia, o se invece queste cose non torneranno indietro – perché la pancia, stavolta, mi parla così – mi parla d’irreversibilità, di non curanza, e mi dice la cosa peggiore, o migliore: dice che non è colpa di nessuno, perché io ricordo come ci si sente - si cambia il fuori di pari passo di come cambia il dentro. (Mi resta un buco) (ti auguro felicità, e buon viaggio – piano piano, come le resurrezioni vere).


    (Ora torno al metodico, allo studio, che ora riesco a fare, un po', come se fossi guarita, un po', e fossi arrivata in quel mondo ripetitivo e poco magico che ti darà (?) da mangiare) _








    November 14

    tu (3)

     

     

    “tre donne indigene occupavano l’unica panca, in attesa, la pazienza millenaria disegnata sul viso”

    (quel che c’è nel mio cuore _ Marcela Serrano )

     

     

     

    padre, indigeno da questa parte a 360 gradi del mondo, come tutti gli indigeni che ci sono anche fuori dalla selva - indigeno anche tu, indigeni anche loro.

     

    che ti alzi prima del sole, che lavori le ore senza chiederti  perché,  che abiti le semplici azioni del bere e del mangiare, del camminare e del guardare il tempo disegnato nelle nuvole; che vuoi bene  al pane , che vivi di scanditi giorni in scanditi orari, lievità negli occhi e piombo nelle membra, e millenaria pazienza.

     

    indigeno buono, che mi hai offerto il sangue senza chiederlo indietro, che mi hai fatto conoscere Foer, o George Cukor, senza sapere tu chi loro sono;

     

    indigeno vestito, freddoloso e ammaccato,

    che caricavi il fieno a dodici anni ed entravi nelle cartiere, oggi le guardi nei documentari mentre riposi, tu come un bambino, tu meravigliato, tu come gli albori anche quando è quasi buio.

     

    che hai sogni così semplici che a volte piango -

    che non rifletti sui secoli e l’esistenza come i filosofi

    (perché l’hai già fatto, e ti sei già risposto ).

     

    (non sono brava figlia di questa vita come voi, lo sai..)

     

     

     

     

     

    (al mio vecchio) 

     

     

     

     

     

     

    November 05

    aperta e chiusa parentesi - no explanation (3)

     
     
    (quando muore uno scrittore, anche se non lo leggo, anche se non è il mio genere,
    è come un fiammifero bruciato, che mi si sbriciola in pezzetti neri, dentro.)
    (ciao Smile )
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    no explanation (2)

     
     
     
     
     
     
           martinlutherking                          1 9 6 8
     
     
    [sincerely, i don't know..]
     
     
    barackobama                       2 0 0 8
     
     
     
    [..anyway, we hope, don't we?]
     
     
     
     
    November 04

    no explanation

     
     
    [ no complete ]
     
     
     
    Vittorio de Sica 
     
     
    GASSMAN2
     
     
    manfredi
     
     
     
    franco e ciccio
     
    mastroianni
     
    fellini e ciccio
     
    troisi
     
     
     
    buonanotte all’italia che ci ha il suo bel da fare
    tutti i libri di storia non la fanno dormire
    sdraiata sul mondo con un cielo privato
    fra s
    an pietri e madonne
    fra progresso e peccato
    fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
    e disegni di ieri che non vanno più via
    (Liga)
     
    October 24

    guarda questo tempo*

     

     

    "Quando siamo distanti quattro piastrelle del pavimento ma sembrano continenti e fusi orari"

    (Le luci della centrale elettrica)

     

     

     

    ( una bruma  v i o l a   e  buia, c’era , da cui emergevano isole di terra scura – punte di colli –  e soffi di luci, alte lontane, e fuse con l’ossigeno dell’aria umida; era sera, si guidava in quel gotico notturno di ritorno dal giorno lavorativo, e pensavo che ti sarebbe piaciuto molto.

    Poi arrivava – inaspettato, come al solito -  ale, che sorride ampissimo già dal vetro dell’auto, e voi due che dopo parlavate per telefono, farfugliandovi qualcosa di buffo e vero a vicenda )

     

     

     

     

    “..volami  addosso  se  questo  è un  valzer / volami addosso qualunque cosa sia

    abbraccia la mia giacca sotto il glicine,

    e fammi correre  

    inciampa piuttosto che tacere,

    domanda piuttosto che aspettare”

    ( Ivano Fossati ) *

     

     

     

     

     

     

    Ho letto un articolo stupendo che Vale  mi ha regalato, come molte cose importanti che mi regala lei, senza voler mai niente indietro.

    Anche quello mi ha fatto pensare prima di tutto a te, e ai momenti non facili che tocca attraversare.

    Di nuovo voi due che vi fate domande, e ci mettete l’anima, e ci mettete il corpo (le tue mani buone che si accendono d’amore e forza per le assi di legno con cui costruisci, il giovedì pomeriggio, piccoli scaffali, e li dipingi, e sei contento) – e Io Se Posso Pregare, vorrei che le parole del CEO della Apple siano i vostri vestiti, la vostra fasciatura, le vostre vitamine – le Nostre, le nostre.

     

    Mi piaceva condividere anche con chiunque passasse di qui – come un vecchio amico, a cui voglio bene, che si spacca la schiena 12 ore al giorno e mi manda frecciate sulla vita universitaria, e che quando lo fa lo prenderei a testate -  e chiunque voglia.

     

     

    **

      

     

    Credo nelle rose bianche che ho regalato a mia mamma, per l’anniversario di mia nonna, del giorno che non c’è stata più;

    per la tristezza bambina con cui me lo ha ricordato, per la tristezza di chi avere dieci o venti o cinquanta anni – per un secondo –

    per un solo eterno secondo – non fa differenza. E ho pensato che i suoi fiori preferiti non avrei aspettato di portarglieli senza il suo respiro. E ho pensato scusa se non sono abbastanza vicina quanto ci vorrebbe. Ho pensato scusa.

     

    Credo che c’è una difficoltà, una –come – piccolezza,  in me, che è un peccato. Ma credo che vorrei, più di ogni altra cosa, non essere provinciale, e chiusa di mente. Credo che adoro la Elena.C , e Zuzana che mi racconta della sua coinquilina a Lille, e ci facciamo delle risate. Credo che le luci della centrale elettrica meriterebbe di essere scritto sulla pelle, per qualche giorno almeno. Credo che vorrei sfogliare le poesie nuove di Vecchioni, e andare a vedere un film che si chiama Parigi. Credo che c’è molto da fare, e molti rischi, e a volte mi blocco, e mi viene da piangere,  (e ammetto i nomi dei miei salvatori).

     

     

     

     

    * mi è stata ricordata di recente, e l’ascolto da ieri ininterrottamente