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December 30 Mamma mia ! here i go againL'esasperazione che anche questo fine 2008 provo, riguardo mia madre, è stridente e persecutoria e taglia come un macina-tutto in cui finisce il mio stato d'animo, e le mie buone intenzioni che oramai non sopravvivono quasi più. Il progresso però c'è stato, in questo 2008, riguardo tutto ciò che non è lei, lo so che non è poco, ma in questo momento c'è solo questo che mi svuota e mi toglie le energie, e nessuna persona (tranne una che ora è sulle dolomiti, e uno che è il mio ragazzo) riesce a comprendere la dimensione di ciò, a non sottovalutarla, a non ridimensionarla come si usa fare in genere con le cose degli altri, e con loro stasera ho parlato. Per tirarmi su il morale ho provato, nell'ordine - a sputtanare 10 € in manicure e brillantini, (di libri e film non se ne parla, il problema infatti è che io non mi alzerei dal letto, e ho dovuto cercare l'espediente per farlo) - a spendere ben 600 € in una bellissima reflex, e credo l'avrei fatto tutto d'un fiato, stasera, importandomi una sega di tutto e tutti, se li avessi avuti 'sti soldi.. - ed ora, dopo la telefonata alle montagne di heidi, ho fatto merenda con bitter rosso e vino bianco, e per quanto odi dimenticare i problemi e soprattutto odi dimenticare le brutte emozioni - perché anche quelle vanno vissute, affrontate, bisogna attraversarle come il vento di sabbia bianca nel sahara*- ho dovuto buttar giù la coppa intera e farmi anastetizzare un po' (però non guido). Buona evoluzione a tutti * “ Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendentemente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci,i n quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversalo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. (…) E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’ il tuo sangue, e anche il sangue degli altri. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro che sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia. (Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia) ” |
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