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November 22 Stardust**today you are Lo sai che ci si spenge un po’ a fare la stessa strada, a ripetere gli stessi muri, le stesse curve. Oggi prendevo boccanera, che non è un tragitto tra le colline, è un ruscello che scorre tra cascate di filari di vigne, cipressi, e prati ondulati, ed è bella anche d’inverno (la versione invernale con gli effetti speciali - l’aria di dieci gradi pienamente dentro l’auto - ché ho i vetri così lerci da averli dovuti abbassare, perché il contrasto coi raggi del sole abbagliante e ghiaccio me li rendeva un mosaico beige-panna in verticale, e non ne vedevo niente..) (oh bah..). Mentre guidavo mi arrivavano lampi di luce gialla nelle code degli occhi – erano le foglie ocra degli alberi, che in controluce brillano trasparenti come vetrini colorati appesi ai rami (come scacciapensieri immobili senza vento). Prendevo boccanera, e allungavo il camminavo, ma scorciavo il tempo, che volava un po’ di più, e venivo da te a studiare (infatti si vede...). Ho il cuore un po’ gonfio. Ci sono viaggi che mi stuzzicano l’anima di continuo, ma siccome non è il momento, mi chiedo se poi arriva il momento, e come fa la gente che prende le ferie e stacca con tutto e va, con organizzazione perfetta o buona. (Matera e i suoi sassi che immagino magici, la Puglia – tutta – da girare in auto, Lisbona, la Spagna – tutta , Vienna, la Francia – a regioni intere, gli Usa, e quei paesi che ho in mente dell’America Latina, e poi).
Ho il cuore un po’ gonfio per questa recessione, la prima che vivo da “adulta” , per me, mio padre e mio fratello, e per certi amici che non stanno bene. il cuore gonfio - lo schienale della sedia di mia nonna, la prossima estate in piazzetta chissà sarà vuoto, non mi chiederà che-tempo-fa-e-quando-finisci-gli-esami? e tutti quei discorsi insulsi da cui fuggo, e che mi mancheranno tanto, solo per quel suo guardarmi tranquilla anche se sono l’unica nipote che le sta di fronte e non va a trovarla mai. vergogna e basta.
Ho il cuore un po’ gonfio per alcune persone, che con la loro infelicità tagliano di squarcio il nostro rapporto, e mi rimangono brandelli, e mi chiedo se basterà il giusto tempo, l’attesa che è eccome amicizia, o se invece queste cose non torneranno indietro – perché la pancia, stavolta, mi parla così – mi parla d’irreversibilità, di non curanza, e mi dice la cosa peggiore, o migliore: dice che non è colpa di nessuno, perché io ricordo come ci si sente - si cambia il fuori di pari passo di come cambia il dentro. (Mi resta un buco) (ti auguro felicità, e buon viaggio – piano piano, come le resurrezioni vere). (Ora torno al metodico, allo studio, che ora riesco a fare, un po', come se fossi guarita, un po', e fossi arrivata in quel mondo ripetitivo e poco magico che ti darà (?) da mangiare) _
November 14 tu (3)
“tre donne indigene occupavano l’unica panca, in attesa, la pazienza millenaria disegnata sul viso” (quel che c’è nel mio cuore _ Marcela Serrano )
padre, indigeno da questa parte a 360 gradi del mondo, come tutti gli indigeni che ci sono anche fuori dalla selva - indigeno anche tu, indigeni anche loro.
che ti alzi prima del sole, che lavori le ore senza chiederti perché, che abiti le semplici azioni del bere e del mangiare, del camminare e del guardare il tempo disegnato nelle nuvole; che vuoi bene al pane , che vivi di scanditi giorni in scanditi orari, lievità negli occhi e piombo nelle membra, e millenaria pazienza.
indigeno buono, che mi hai offerto il sangue senza chiederlo indietro, che mi hai fatto conoscere Foer, o George Cukor, senza sapere tu chi loro sono;
indigeno vestito, freddoloso e ammaccato, che caricavi il fieno a dodici anni ed entravi nelle cartiere, oggi le guardi nei documentari mentre riposi, tu come un bambino, tu meravigliato, tu come gli albori anche quando è quasi buio.
che hai sogni così semplici che a volte piango - che non rifletti sui secoli e l’esistenza come i filosofi (perché l’hai già fatto, e ti sei già risposto ).
(non sono brava figlia di questa vita come voi, lo sai..)
(al mio vecchio)
November 05 aperta e chiusa parentesi - no explanation (3)(quando muore uno scrittore, anche se non lo leggo, anche se non è il mio genere,
è come un fiammifero bruciato, che mi si sbriciola in pezzetti neri, dentro.)
(ciao
November 04 no explanation[ no complete ]
buonanotte all’italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire sdraiata sul mondo con un cielo privato fra san pietri e madonne fra progresso e peccato fra un domani che arriva ma che sembra in apnea e disegni di ieri che non vanno più via (Liga)
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